Data :  27 Febbraio 2004 Msg n°: 35
Inviato da : Andrea Ramogida
e-mail : andrearamo@tiscali.it
Oggetto : Cigala Fulgosi

      

 

Il sogno di Enrico

Sono Andrea Ramogida,vivo tra Roma ed Anzio, sono un ex sottuff  della Marina ,ormai quasi cinquantenne,ma che per l' amore che ancora conservo e per i contatti che ancora frequento,rendono ancora il tutto abbastanza vitale.

A tale proposito,essendo iscritto al gruppo Anmi di Frascati,Cigala Fulgosi,ho avuto l' invito a partecipare ed al quale ho aderito con entusiasmo,,il 31 Gennaio us a Cagliari,alla cerimonia di consegna delle Bandiere di Combattimento  alle 4 Navi classe Comandanti,del quale una dedicata alla Movm Cigala Fulgosi.

Questa cerimonia lega 2 circostanze non simili ma che hanno significato un Epilogo
La prima mi riguarda in modo diretto in quanto 30 anni prima,stessa banchina, con lo sfondo di una bellissima nave grigia (era l' Audace)sulla quale ,io che allora ero in procinto di diplomarmi al Nautico di Roma,fantasticavo volentieri di poterci in seguito prestarci servizio.L' Audace lo ebbi in seguito ormeggiato sulla sinistra in banchina a Spezia ed io a bordo di
quella gran bella nave che era il Doria.Si capiscono  che tipo di pensieri mi correvano per la mente.

La seconda storia,di gran lunga più importante secondo me riguarda un giovanotto (lo chiamo sempre  in questo modo) di 84 anni.Sommergibilista combattente,che ha avuto amicizia personale con Cigala Fulgosi  e pregiandosi di tale fatto,donare la Bandiera di Combattimento a nave Fulgosi ha  rappresentato il giusto epilogo di una vita intera.
Il suo nome è Enrico Casagrande, Cavaliere ed Ufficiale e presidente del Gruppo Anmi di Frascati. L' ho visto, quel giorno di gennaio a Cagliari,sopra quel molo antistante il Comar,cercare con gli occhi qualche cosa legato al suo trascorso periodo a bordo del R. Smg Avorio.Luoghi ormai del tutto diversi dal 1943.Lo ho rivisto nella foresteria prima che io ripartissi per Roma.Era felice ma era anche commosso; non ci siamo parlati.

L' ho rivisto ieri  a Frascati, l' ho ascoltato come ho fatto altre volte, come quando racconta di vita di bordo in guerra ,di odori,di attacchi,di agguati,di vita ma anche purtroppo di morte.E mi ha narrato la sua giornata a Cagliari come vissuta in trance,come se fosse tutto un sogno.raccontato con il cuore. Ecco perché sto scrivendo queste cose.
Perchè si conosce il linguaggio del cuore e anche se questa è una piccola storia,è pur sempre una storia di vecchi marinai.
La abbraccio Andrea Ramogida

P.S:
Enrico non ha mai conosciuto la madre e quando suo padre si risposò ,non condividendo questa scelta,si arruolò nella Regia. Mi ha confidato che la prossima settimana consegnerà al consiglio del Gruppo le sue Irrevocabili dimissioni dalla carica di Presidente e sorridendo mi ha detto? Largo ai giovani.Io ho concluso la mia missione.

Di seguito il Sogno di Enrico

Sabato 31 gennaio 2004 ore 9,30 mi reco lentamente verso lo spazio della banchina del porto militare di Cagliari, luogo in cui sono attracati 4 nuovi pattugliatori della Marina Militare e dove tra poco avrà inizio la Cerimonia della consegna delle Bandiere di Combattimento offerte da vari Gruppi A.n m i. Uno di questi pattugliatori è stato titolato al Comandante Medaglia d'Oro al V.M. C.C. Giuseppe CIGALA FULGOSI il cui il Gruppo di Frascati porta il nome.
Mentre mi avvio lentamente la mia mente va a quel lontano 2 febbraio 1943 quando, addolorato, lasciai quelle strutture militari tra cui il Sommergibile "Avorio", attraccato alla banchina con altri battelli, i miei compagni componenti l' equipaggio e tutto ciò che faceva corona al posto.
Mi auguravo di rivederli al più presto e continuare con essi la vita di sommergibilista in guerra; non li avrei più rivisti!!! Il 9 febbraio '43 il sommergibile "Avorio" terminava la sua corsa sopra e sotto i mari, inabissandosi con molti componenti il suo equipaggio i quali immolarono la loro giovane vita alla Patria, trovando riposo eterno nella loro bara d'acciaio ove non nasceranno mai fiori ma solo il ricordo di chi, con essi, ha condiviso un piccolo e grande spazio di gioventù.

Oggi, stando chiuso in me stesso, rivivo quel momento e rivedo i miei vecchi compagni e li chiamo per nome, il nome di quelli che ancora ricordo, ma i volti, no!, quelli li ricordo tutti. La notizia della tragedia mi venne comunicata all'ospedale militare della Maddalena, ove ero ricoverato per una ferita (infetta) riportata per causa di servizio nella penultima missione del "mio" battello.
Nel momento più solenne, per me, della cerimonia di oggi, mentre sono vicino al Comandante della nave, C.F. Alessandro CIMINO, che sorregge la Bandiera da me donata, ho appoggiato la mano ferita di allora (la destra) sulla Bandiera e la mia mente è ritornata a sognare.

Ho rivisto intorno a me, con in mezzo il sacro Simbolo, "IL TRICOLORE;, una grande schiera di vecchi marinai che osannavano. Erano tanti, erano sorridenti: erano i Caduti, gli Eroi, i Martiri che facevano un unico cerchio. Li abbracciavo con lo sguardo; mi ritrovavo nei miei 20 anni. Quando, poi, ho visto la Bandiera che saliva verso il punto più alto della nave insieme al gran pavese di prora e di poppa, mi sono sentito bambino seduto lassù; toccavo il cielo con un dito; stavo vicino alla Bandiera, alla mia Bandiera; sonnecchiavo, l' ho vista nel dormiveglia che svolazzava all'agitar del vento. Mi accarezzava il viso.
Mi sono svegliato dalle carezze, Le ho dato un bacio e le ho sussurrato, con la voce da bambino: "grazie Mamma, Tu sei e sei stata la mia Mamma"
Calde lacrime mi hanno inondato il viso ed il mio sogno è svanito, rimanendo il ricordo di una giorno che resterà perenne nel mio cuore.